ANALISI TATTICA JUVENTUS – INTER

Nella semifinale di ritorno dopo il 2-1 dei bianconeri all’andata, l’Inter è attesa da una prova importante per cercare di ribaltare il risultato fuori casa.

A differenza di quello che ci si aspettava alla vigilia i due allenatori non fanno turnover e si presentano con la formazione tipo. Classico 3-5-2 per Conte con Eriksen in posizione di mezz’ala, per Pirlo il fluido 4-4-1-1 in fase difensiva con Kulusewski sul regista avversario (Brozovic) che si trasforma in un 3-5-2 in fase offensiva.

La Juventus nei primi minuti di studio cerca di fare la partita con un possesso palla manovrato da dietro, lo schieramento iniziale vede Bentancur abbassarsi nella linea a 3 difensiva con i due centrali che si aprono (De ligt e DeMiral) per far risalire con facilità il pallone, i due esterni Danilo e Alex Sandro che vengono stretti in mezzo al campo per affiancare Rabiot vertice basso, lasciando spazio sugli esterni per la circolazione del pallone, (mossa creata per cercare di accentrare Barella così da lasciare spazio a Bernardeschi per rimanere alto e sfidare nell’ uno vs uno con Hakimi tenendo l’esterno interista basso.

Nell’immagine Danilo e Alex Sandro si accentrano come Cancelo nel City per dare supporto alla fase di uscita del pallone creando la superiorità posizionale lasciando spazio sugli esterni per la circolazione del pallone e cercando di accentrare Barella così da lasciare alto Bernardeschi nell’ uno vs uno con Hakimi
Bentancur si abbassa per togliersi dalla marcatura e giocare frontale così da impostare con più calma senza aggressione alle spalle.
E’ Lukaku ad oscurare il regista (Rabiot) tenendolo in zona d’ombra, lasciando la Juve libera di impostare in fase 1.

In fase di possesso solitamente è Alex Sandro a salire come esterno, trasformando la difesa a 3 con Danilo che scala come braccetto destro e il brasiliano che va a posizionarsi come quinto di centrocampo, facendo stringere l’esterno di centrocampo a 4 che solitamente è McKennie come mezz’ala.

Nella prima metà della partita la Juve continua a tenere il possesso senza mai attaccare la linea avversaria, finendo per non creare pericolosità, nella fase di possesso i bianconeri si posizionano con un 3-4-3 con Bernardeschi che si alza sulla linea dei due attaccanti.

Il 3-4-3 della Juve in fase di possesso con Bentancur centrale di difesa e il centrocampo a 4 con Alex Sandro esterno sx e Cuadrado esterno dx, Bernardeschi non inquadrato si affianca ai 3 di attacco sulla sx lasciando campo nelle ripartenze
Bernardeschi che rimane in una posizione molto alta lasciando spazio per Hakimi

Nonostante questo nessuno dei tre riesce ad allungare la linea difensiva interista con tagli diagonali nello spazio, tutti giocano fuori area, chiedendo il pallone sui piedi sempre palla spalle alla porta con la linea dell’Inter che può marcare senza problemi a 35 metri dalla porta.

La linea dell’Inter sulla trequarti ha facilità nel chiudere potenziali occasioni con gli attaccanti bianconeri che si muovono in direzione della propria porta per ricevere la palla sui piedi, lasciando la linea interista compatta e corta senza mai provare ad allungarla per lasciare spazio all’inserimento dei centrocampisti bianconeri tra le linee
Nell’immagine si evince la difficoltà della Juve nel riempire l’area 5 difensori con un solo attaccante vicino alla palla
Area completamente vuota 3 attaccanti quasi sulla stessa linea

L’atteggiamento di Bernardeschi che affianca Ronaldo non dà i suoi frutti e porta la Juve a sbilanciarsi lasciando spazio ad Hakimi nelle ripartenze dove si ritrova quasi sempre in una situazione di 1 vs 1 con Alex Sandro che è costretto a prendere un’ ammonizione per fermare il marocchino.

Bernardeschi si avvicina molto a Ronaldo i due finiscono spesso per pestarsi i piedi occupando il medesimo spazio sulla stessa linea

Conte capisce il momento e decide di abbassare Barella in fase di impostazione, lasciando libera la sua zona dove Hakimi trova ancora più spazio, alza Skriniar a centrocampo creando un quadrilatero con Lukaku che viene incontro facendo uscire De Ligt che lo marca per lasciare campo da attaccare alle sue spalle da Hakimi.

Barella si abbassa al posto di Skriniar per eludere la marcatura e lasciare lo spazio nella sua zona di competenza, Skriniar si allarga come terzino destro supportando il numero 2 in fase di possesso

Bernardeschi in fase difensiva sbaglia alcune letture, in questo caso stringe su Barella che è già preso da Rabiot e si dimentica dell’uscita di Skriniar alle spalle che ha spazio per andare o servire Hakimi nello spazio
Lukaku viene incontro facendo uscire De Ligt per lasciare spazio alle sue spalle o per aiutare la manovra creando un quadrilatero con Barella, Skriniar, Hakimi, e Brozovic
Ancora Bernardeschi in ritardo lascia spazio ad Hakimi con Alex Sandro che aveva stretto la posizione per fare la mezz’ala

L’Inter dalla seconda metà di gara inizia a prendere fiducia alzando di molto il baricentro e il pressing, con i 3 difensori bravi ad alzarsi ed andare a recuperare subito il possesso quando la Juve è costretta al rilancio.

In questa azione vediamo tutti i riferimenti della Juve per l’uscita del pallone marcati a uomo da un Inter molto aggressiva che arriva a pressare nell’area, costringendo Buffon primo regista. l’uomo in più dietro che crea la superiorità numerica, all’errore da Barella che chiude la linea di passaggio

(In questo caso un attaccante venendo incontro avrebbe potuto approfittare della distanza tra la seconda e la prima linea interista, per via del fuorigioco non valido prima della metà campo collocandosi tra due linee).

Il secondo tempo inizia come la fine del primo con l’ inter a fare la partita per recuperare lo svantaggio dell’andata e la Juventus ad abbassarsi sempre di più con una difesa posizionale come nella partita con la Roma, per poi ripartire rapidamente con gli incursori Alex Sandro, Cuadrado e Kulu, bravi a trasformare la transizione da difensiva a offensiva in pochi secondi.

Una delle transizioni offensive della Juve con Cuadrado in smarcamento preventivo per attaccare lo spazio lasciato

Conte cambia Kolarov al posto di Bastoni, Sensi per lo spento Eriksen e Perisic al posto di Darmian ( poco vivo nel gioco dell’azione dell’ Inter per via del prevalente sviluppo sul lato destro). Pirlo risponde facendo entrare McKennie al posto di Bernardeschi

Kolarov si rende protagonista come richiesto da Conte di diverse aperture veloci col suo calcio forte, sul lato opposto debole di gioco per sorprendere la Juve che deve scivolare per coprire la zona

Kolarov esegue il cambio di gioco su Hakimi aperto frontalmente sulla destra per dare ampiezza, con Alex Sandro molto stretto per tenere Lukaku lasciato da De Ligt costretto a scalare su Lautaro grazie all’inserimento nell’attacco interista di Perisic marcato da Demiral

Sensi cerca subito la posizione tra le linee in zona rifinitura, con Kolarov avanzato in fase di impostazione e Perisic che si allarga o avvicina alle due punte per creare caos tra i due difensori che marcavano a uomo (De Ligt-Lukaku e Demiral-Lautaro).

Sensi tra le linee prova a dare brio alla manovra offensiva interista

La Juve continua a tenere botta abbassando il baricentro e ripartendo velocemente, grazie all’ingresso di un ottimo McKennie, riesce ad occupare l’area con più uomini e a creare imprevedibilità nelle ripartenze con gli inserimenti del Texano da dietro, creando per la prima volta pericolosità con diverse occasioni che vedono Ronaldo finalizzatore.

La Juve con McKennie riesce ad occupare l’area costringendo la linea difensiva interista ad abbassarsi
Grazie ad un taglio di McKennie che ha seguito l’azione portando via un uomo, Ronaldo riesce ad arrivare alla conclusione

Al minuto 82 viene inserito Chiellini per dare supporto nelle marcature in area, per via dell’inserimento nella linea degli attaccanti di Perisic, ristabilendo così la parità numerica negli uno contro uno.

La partita termina 0-0; come contro la Roma con una difesa posizionale molto bassa da parte della Juve dove i suoi difensori riescono ad avere la meglio e con l’Inter con il pallino del gioco (54% possesso palla) che non riesce a trovare la giocata vincente. Un’altra prestazione attendista e di ripartenza dei bianconeri, molto diversa da quella di inizio anno che ricercava il dominio del gioco, Sarà questa la Juve che vedremo da qui a fine stagione?

ANALISI TATTICA JUVENTUS – ROMA

La Roma chiamata a vincere la prima partita con le big con cui fino ad ora ha raccolto solo 3 punti su 21 a disposizione, parte con il solito 3-4-2-1 con Cristante al posto di Pedro. I giallorossi iniziano subito forte con un ottimo possesso palla, corta tra i reparti con la difesa alta a centrocampo cercando di schiacciare l’avversario, sviluppando l’azione come al solito prevalentemente sulla sinistra dove Spinazzola, Mayoral e Mkhitaryan cercano di cucire il gioco e trovare la superiorità numerica. In fase di non possesso Arthur viene preso alto da Villar ha il compito di prendere alto Arthur impedendo l’inizio azione pulito. La Juve per dare continuità di risultati e riprendere la vetta, si presenta con il collaudato 4-4-1-1 in fase di non possesso con Arthur e Rabiot a centrocampo, che si trasforma in transizione positiva in un 4-3-3 con McKennie intermedio a completare il terzetto. Villar è preso alto a uomo da Morata, i bianconeri aspettano la Roma con un baricentro molto basso per non lasciare spazio in profondità alle insidiose incursioni di Mayoral, lasciando l’inerzia della partita ai giallorossi.

Per tutto il primo tempo infatti la Roma non riesce mai a trovare l’uomo libero per la giocata decisiva, neanche in quelle poche occasioni dove cerca il cambio dì gioco sul lato debole per stanare la retroguardia Juventina, che è sempre ben posizionata, grazie ai raddoppi dei due esterni Chiesa e McKennie, il primo soprattutto che aiuta Danilo su Spinazzola. Come al solito in fase di possesso il giocatore Texano viene al centro a giocare come intermedio con il compito di inserirsi da dietro ripetutamente andando a riempire l’aerea, mentre Chiesa si alza per formare il terzetto d’attacco con Morata e Ronaldo che svaria su tutto il fronte. La Juve conoscendo bene le caratteristiche della punta Mayoral sceglie un atteggiamento prudente togliendo lo spazio alle spalle posizionando la difesa a ridosso dell’area, di conseguenza anche il centrocampo e l’attacco riescono ad essere collegati a max 30 metri tra la prima e la terza linea per non lasciare spazio a Mkhitaryan bravissimo a galleggiare tra le linee, in modo da avviare transizioni offensive veloci e corali.

Il primo gol avviene per una superiorità creata da Alex Sandro, grazie ad un lancio sbagliato di Spinazzola verso Karsdorp, che cosi’ è libero di appoggiare per Ronaldo che inventa il gol dell’1-0 di sinistro senza rincorsa.

La Roma nonostante il possesso non riesce mai a trovare soluzioni degne di nota grazie anche a un ritrovato Chellini che riesce a comandare la difesa a memoria, le uniche pericolosità infatti arrivano da calcio da fermo, dove la Juve si posiziona dentro i 16 metri come su calcio d’angolo, rinunciando al classico schieramento dei difensori in linea al limite dell’area.

Lo schieramento classico Juventino sul calcio da fermo senza posizionare la linea difensiva al limite dell’area

Il secondo tempo Pirlo inserisce Cuadrado per dare manforte a Danilo sulla fascia nei raddoppi, Con l’inserimento dell’ecudoriano, Danilo si posiziona in fase di possesso come centrocampista centrale accanto a Rabiot per avere un uomo in più in mezzo al campo, al posto di Arthur che in fase di inizio azione si abbassa in mezzo ai due centrali Chiellini e Bonucci per aiutare la risalita del campo dalla difesa, con i due esterni larghi Alex Sandro e Cuadrado pronti a ricever palla con il corpo orientato per far uscire velocemente il pallone, (un esperimento ripreso dal Manchester City con Cancelo). Fonseca cambia Mayoral al posto di Dzeko, per cercare di cucire il gioco, anche alzando il pallone per una spizzata del bosniaco con i compagni pronti ad attaccare la seconda palla, come prontamente avviene su un tiro da fuori area di Carles Peres da poco entrato.

Dopo il raddoppio di Kulusevski (entrato al 65′) bravo a sfruttare con un taglio, la palla alle spalle della linea difensiva romanista fornita da Cuadrado, la partita si conclude come nel primo tempo con la Roma ad avere il possesso e la Juve pronta nelle ripartenza con Ronaldo che riesce ad essere sempre pericoloso attaccando lo spazio alle spalle della difesa, tra Ibanez e Spinazzola, quest’ultimo spesso fuori posizione per aiutare la squadra in attacco. Nei minuti finali l’ingresso di Bruno Peres riesce a dare pepe alla manovra offensiva giallorossa, effettuando diversi cross con molti uomini in area.

Per la Roma l’ennesima occasione persa in uno scontro diretto con una big con l’attenuante del gioco che si è visto per tutta la partita, quel che è mancato è stato l’episodio a favore che ha avuto la Juve, che rilancia prepotentemente l’inseguimento alle milanesi in vetta.

 

Le migliori 3 pizzerie Napoletane moderne a Roma

Se anche tu stai cercando senza successo un ristorante dove mangiare a Roma e hai voglia di una buona pizza napoletana in un’ambiente curato, moderno e non il solito ristorante spartano, questa guida fa al caso tuo.


1.PIZZIUM: Via Piave,9

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Location: Le 3 migliori pizzerie napoletane moderne a Roma

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Pizza consigliata: Toscana, Prosciutto e fichi


2. LA PARIOLINA Viale dei Parioli,93

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Le 3 migliori pizzerie napoletane moderne a Roma

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Pizza consigliata: Amalfi, base rossa con capperi, alici, olive di gaeta e stracciatella.


3. SEU PIZZA ILLUMINATI: Via Angelo Bargoni, 10-18

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Le 3 migliori pizzerie napoletane moderne a Roma

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Pizza consigliata: pizza con burrata, tartare di tonno, granella di pistacchio e zeste di lime.

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Che cinefilo sei?

 Viaggio alla scoperta degli appassionati di cinema.

Ogni cinefilo che si rispetti ha una caratteristica che lo contraddistingue, un suo modo di amare l’arte e di vivere il cinema. Positiva o negativa che essa sia, dobbiamo conviverci ogni giorno.  Ecco allora una piccola caricatura sui pregi e difetti, divisa per categorie. (Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale).

  • come-studiare-universitaL’ESORDIENTE: Si annida nei commenti di Facebook, sotto post di citazioni di attori famosi, a chiedere il titolo del film. Fa ripetutamente sondaggi e classifiche di pellicole da vedere nella vita. Nei gruppi social fa repost continui, finendo per essere bannato. Nelle discussioni tira fuori le solite quattro pellicole viste. Fight club è il suo cavallo di battaglia, quando parla con altri più preparati di lui, non può non citarlo, per lui la “Prima regola del Fight Club” è parlare di Fight Club. Ha una lista di film da vedere talmente lunga, che ha dovuto comprare un altro telefono.
  • Collectione-DvD_2.jpgIL COLLEZIONISTA: Solitamente è un appassionato di fumetti e del genere fantastico. Colleziona di tutto, ha una teca dove contiene maschere di Batman, V per vendetta, action figure e gadget di ogni tipo. E’ un eterno scapolone, le donne scappano appena vedono la cameretta tappezzata di pupazzi di Dragonball, e poster di Star Wars. Al polso, indossa l’orologio Casio con calcolatrice, usato da Walter White in Breaking Bad, aspettando che qualcuno lo riconosca, ma si ritrova a dover dire ad ogni persona: “Sai di chi è questo orologio?”. A 40 anni di solito vive ancora con i suoi.
  • Fantozzi_potemkin.JPGL’ALTERNATIVO: Passa la sua vita a vedere film sconosciuti, più sono introvabili e più ci si appassiona, film che a volte nemmeno i registi ricordano di aver girato. E’ un amante del genere muto e del “cinema dadaista”. Visiona solo pellicole indipendenti in polacco con sottotitoli in tedesco. Odia tutto ciò che è commerciale, anche i centri commerciali. Disprezza infatti i colossal acclamati dal pubblico, credendo di essere superiore a qualsiasi altro essere umano sulla terra. Solitamente partecipa a gare con altri della sua “razza” per vedere chi conosce più titoli sconosciuti. E’ uno dei pochi a pensare che la “corazzata Potëmkin” non sia una cagata pazzesca.
  • Sophia-Loren-2-620x400.jpgL’AMARCORD:  Vede solo film in bianco e nero, passa la vita su Sky classics tra film di Sophia Loren e Totò. Non vuole evolversi, è intrappolato nel passato. L’ultimo film che ha visto al cinema è  “Via col vento“.

 

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  • LO SPOILEROMANE: Spoilera 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. E’ un lavoro a tutti gli effetti, anche dentro casa riesce a rivelare in anticipo cosa c’è per cena. Ad ogni compleanno non riesce a fare sorprese, svelando l’entità del regalo un attimo prima di scartarlo. E’ sempre lo stesso infame, che a natale rivela ai più piccoli che babbo natale non esiste. Su Facebook, si riconosce dalla scritta: *Spoiler alert*, seguita subito dopo dal nome del protagonista di turno che muore, scatenando tra gli utenti una caccia all’uomo. Uscendo dalla sala di un film commenta ad alta voce il finale, rovinandolo alla fila che si appresta ad entrare. Solitamente nei periodi di nuove serie TV non ha amici, costretti ad abbandonarlo per non farsi anticipare il finale di “Gomorra” o “Narcos“. (A proposito Pablo Escobar muore).
  • riethmuller-bandiera-pirati-in-tp_5448564464842378469f.jpgIL PIRATA:  “Sono veramente euforico!” Il pirata è armato di computer da gaming da 7.0 ghz, con l’indirizzo IP criptato. Vede solo film in streaming su canali in russo, scarica di tutto, musica, serie tv, film, water. Non va al cinema dal 1941, anno di uscita del primo computer.
  • 1422976117_italiano-medio-maccio-capatonda-cervello_628.jpgL’ITALIANO MEDIO: E’ grazie a lui se esistono i cinepanettoni, conosce a memoria tutte le battute di De Sica, sfornandole ad ogni uscita con gli amici tamarri per rimorchiare. Si ispira ad Enzo Salvi e alla sua dialettica. Le sue pellicole preferite sono: “Natale a Miami”, “Natale sul Nilo” e “Selvaggi”. L’italiano medio guarda film già visti,  barcamenandosi tra i canali TV mediaset, facendo incetta di Reality show come il “Grande fratello vip” e soap opere femminili del calibro de: “Il  Segreto“. Si ricorda dell’esistenza del cinema ogni natale, per non perdersi il nuovo film di Checco Zalone.
  • commando_jpg_363x200_crop_q85.jpgLO SVOGLIATO :  Guarda unicamente Blockbuster d’azione, al fine di rilassarsi, non vuole neanche immedesimarsi nella trama, anzi se non esiste è meglio. Se dopo due minuti dall’inizio del film non parte una sparatoria cambia canale, giustificando l’ardua decisione con la pesantezza della storia. E’ un fans sfegatato di Stallone e Schwarzenegger. Il suo apice è stato raggiunto dall’unione dei due nel film “Escape Plan“.
  •  critico.jpg L’ESPERTO: Il suo palmarès vanta 894 film visti76 serie TV rigorosamente in lingua originale e 168 biglietti del cinema conservati gelosamente. E’ un ultras del cinema, conosce tutto di ogni singolo attore, è strapieno di aneddoti su film. Ad ogni notte degli oscar rimane sveglio fino alle 5, per vedere l’intera diretta e poter scrivere per primo nel suo blog il nome del vincitore. Compare in ogni post di cinema con continue recensioni personali di 27 righe non richieste da nessuno. Possiede 7 blog, 4 pagine Facebook e una sala cinematografica con sedie in pelle umana. Essendo laureato al Dams, ha il dovere civico e morale di doverlo dire a tutti in ogni occasione, anche quando si parla delle ricette di Benedetta Parodi. Ha la cameretta tappezzata di poster di film, dal cinema muto ad oggi.
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  • IL CATALOGATORE : Programma ogni genere di film, ha una lista interminabile, scritta a penna su un foglio marcio e copiata in bella sulle note del telefono, suddivisa per: attore, regista, genere, anno di uscita, film già visti e ancora da vedere. Inizia tre film al giorno, ma non ne finisce nemmeno uno. Si ritrova a dover cancellare spesso titoli dall’elenco con giustificazioni improbabili. Maledice brutalmente ogni nuovo titolo letto da dover aggiungere al catalogo.

 Cinema Vs Serie TV

Il passaggio dalla sala al piccolo schermo di casa.

 

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Quante volte vi è capitato di non uscire di casa per finire la stagione di una serie TV? Inventando come scusa un malanno di stagione passando per il “cerotto” di turno?

Intere giornate passate davanti al televisore, sotto le coperte, ad aspettare l’epilogo della puntata, quella svolta vicina, sfiorata e rimandata ad ogni episodio. Per poter finalmente, con orgoglio, spuntare la casella della propria wishlist di film da vedere nella vita. Si perchè, tutti abbiamo una propria lista della spesa, costantemente in aggiornamento, un’interminabile catalogo home made, talmente lungo da arrivare a maledire ogni nuovo titolo, sentito o letto per sbaglio, da dover aggiungere obbligatoriamente.

Negli ultimi anni le serie TV di qualità stanno crescendo a dismisura, dando vita a una vera e propria rivoluzione nel settore, grazie all’avvento di importanti case produttrici che hanno portato con sè attori del calibro di Kevin Spacey,Matthew Mcconaughey ,Woody Harrelson. Un vero e proprio flusso migratorio, che ha permesso di sfornare prodotti di qualità: “Breaking Bad”, “Game of Thrones”“True Detective”“Stranger Things”, solo per citarne alcuni. Sempre più grandi registi come Spielberg e Scorsese, si stanno avvicinando a questo mondo, per via della maggiore libertà di espressione, di sperimentare, senza la preoccupazione del ritorno economico obbligato dal cinema.

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Camper di Walter White

Nuova linfa per la TV, da anni etichettata come piaga della società moderna, ormai devastata da programmi trash, tra Reality Show e Talent. L’avvento di piattaforme on demand come: Netflix, Infinity, TIMvision, Mediaset Premium, e Now TV, ha di fatto aumentato la concorrenza, abbassando i prezzi, rendendoli  alla portata di tutti. Una risorsa quella dello streaming, per il telespettatore, non più costretto a vedere una puntata nel giorno e nell’ora stabilita dalla serie, mantenendo quindi inalterati i propri ritmi, sempre più forsennati tra lavoro e impegni familiari. Chi non può concedersi 45 minuti della propria vita davanti a uno schermo? Ed è forse proprio questa la carta vincente, la durata di ogni episodio, accompagnata dalla suspense creata ad hoc, per lasciare lo spettatore sulle spine, incuriosito, così da non riuscire a non proseguire oltre. Narrando un accadimento dettagliatamente, a differenza di un film, costretto a tagliare o accelerare scene, per questioni di tempo.

Un altro punto a favore delle serie è sicuramente l’affezione agli attori, la vasta durata delle stagioni, permette infatti di creare un rapporto ravvicinato e più intimo con il personaggio, ci si identifica in esso, si comprende la storia, la vita, ogni cosa che lo circonda, fino ad immedesimarsi completamente, arrivando a stare dalla sua parte in qualsiasi situazione anche negativa (vedi Breaking Bad.) Così da lasciare all’ epilogo un senso di smarrimento nello spettatore.

E il cinema? Il grande schermo vive un momento di stallo, non ha più la stessa presa di un tempo e soprattutto non ci sono più gli stessi colossal e personaggi che hanno fatto la storia. Vi ricordate un film recente al pari di “Fight Club”, o “Quei Bravi Ragazzi”? Tra tanta normalità, si aggiunge anche la pirateria a far perdere quell’appeal di sempre. Possibile che al fascino di una sala con le poltroncine in pelle, lo schermo da 20 metri e gli effetti surround, si preferisca il semplice televisore di casa?

Ad avallare la tesi sul periodo d’oro per la TV, un regista d’eccezione come David Lynch, che in un intervista ha affermato : “C’è poca voglia di sperimentare e le mie idee sono poco commerciali. Non so proprio se riuscirò mai a tornare a girare un film. In compenso, le serie tv sono molto più interessanti. Sembra proprio che l’arte abbia trovato casa nel piccolo schermo”. Dichiarazioni che fanno intuire, che un cambiamento è in corso.

 

 

Il rinascimento italiano del Cinema

Da Fellini a Sorrentino, passando per Moccia e De Laurentis, la metamorfosi del cinema nostrano.

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E’ tornato. Si  finalmente possiamo dirlo, dopo un periodo di grande assenza, il cinema italiano è resuscitato.

Se si parla dei migliori film di sempre, non si possono non citare maestri come: Fellini, Vittorio de Sica , Gassman, solo per citarne alcuni. Ma oggi chi ci rappresenta? Chi è il portatore del vessillo cinematografico tricolore nel mondo?

Facendo un piccolo excursus dell’epoca moderna cinematografica, trovano un posto d’ onore i massimi esponenti della settima arte italica, i discepoli del vanto tricolore dei nostri tempi: il cinepanettone, “Il genere di film che tutto il mondo ci invidia” come direbbe qualcuno. L’epopea ha avuto inizio grazie a numerosi interpreti, partendo dal produttore De Laurentis, al pittoresco figlio d’arte Christian de Sica, alias “er cafonata” passando per la spalla per antonomasia il “Uh signur che dolur”, Massimo Boldi.

Ogni anno puntuale come un testimone di Geova alle 7 di domenica mattina, si riproponeva il classico e attesissimo cinepattone di natale, record di incassi al botteghino. Ogni famiglia passava felicemente le festività, tra pandori e battute a ripetizione, contornate da parolacce presenti anche nei titoli di coda. Un’epoca d’oro, piena di risate a non finire, valsa per la coppia  Boldi-De Sica, numerosi riconoscimenti internazionali. Ma che come tutte le belle storie, sono destinate a finire. L’idillio è stato purtroppo interrotto dalla separazione dei due, con il conseguente declino della risata natalizia

. Nello stesso periodo però, un’altra corrente letteraria di matrice romantica iniziava a prendere piede: i film diFederico Moccia. Sponsorizzati da miriadi di teenagers ,che tra i vari “Tre metri sopra il cielo”“Amore 14” e “Scusa ma ti chiamo amore”, hanno fatto la fortuna di tante coppie innamorate.

Fortunatamente dopo anni di impasse, oggi l’industria cinematografica italiana può vantare numerosi film di qualità, solo negli ultimi due anni abbiamo potuto assistere a film come “Lo chiamavano Jeeg Robot” omaggio della serie manga, diretto della rivelazione Gabriele Mainetti, fresco vincitore del David di Donatello, interpretato da Claudio Santamaria, primo supereroe romano con la forza dei poteri sovrannaturali, avuti grazie ad una botola radioattiva trovata per caso nel tevere (non credo occorresse la botola data la lucentezza dell’acqua), che con la complicità dello “zingaro” interpretato da un magistrale Luca Marinelli, ( protagonista anche di un altro film di successo “Non essere cattivo”) hanno dato vita a un action movie inaspettato di stampo americano.

Un grande passo in avanti, dato che da sempre è considerata pura utopia nel nostro paese trattare film di supereroi con annessi effetti speciali, per via della disparità economica con Hollywood. A portare in alto la bandiera italiana ci ha pensato anche un altra pellicola come “Suburra”, di Stefano Sollima, il  film prende il titolo dall’omonimo quartiere dell’antica Roma, la cui parte bassa era particolarmente malfamata. Con una piacevole scoperta: Alessandro Borghi.

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“Lo chiamavano Jeeg Robot”

Nel 2016 abbiamo assistito a pellicole come “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese,  “Veloce come il vento” e “Fuocoammare” che racconta  le vicende degli sbarchi a Lampedusa. La lista è ancora lunga, anche se non recentissimi, ne fanno parte”Youth”, ma soprattutto il film premio oscar “La grande Bellezza” di Paolo Sorrentino.  In questa rinascita, anche le serie tv stanno avendo un ottimo successo, con la fine della seconda avvincente stagione di “Gomorra”, sta per iniziare  l’attesissimo ” The Young Pope” diretto da Paolo Sorrentino, con un interprete mondiale del calibro di Jude Law.

Nell’era dell’ inglesizzazione forzata, dell’esterofilia, delle terminologie d’oltremanica a tutti i costi, ( d’altronde si sa, l’ erba del vicino inglese è sempre più verde), possiamo dirlo forte: il cinema italiano is not dead.

Ritorno al passato

La settima arte in loop tra sequel, remake, prequel e reboot.

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Vi sarà capitato di andare al cinema ed esclamare:”Ma io questo già l’ho visto! fanno sempre le stesse cose”, alla visione dell’ennesimo Terminator, con Arnold Schwarzenegger nelle vesti del famoso cyborg. Beh, potete consolarvi, non siete gli unici. Nell’ultimo decennio, l’industria hollywoodiana ha sfornato infatti un remake dietro l’altro.

Solo in questo ultimo anno, abbiamo assistito a celebri rivisitazioni di pellicole di successo, come: “Indipendence day 2″ senza Will Smith, “Jason Bourne” di Matt Damon,  il ritorno degli acchiappafantasmi “Ghostbusters”,tutto al femminile, e lo scontro abissale “Batman vs Superman”. Rientra in questa cerchia anche se del 2015, l’ennesimo episodio della saga di “Star Wars”.

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In molti penseranno sia una casualità, un periodo di standby , ma guardando i film in uscita nel 2017 c’è da preoccuparsi, sulla griglia di partenza, pronti per uscire nelle sale il nuovo anno ,solo per citarne alcuni : “Avatar 2″, “Trainspotting 2”, “Pirati dei Caraibi 5”.  La domanda da porsi è : possibile che a Hollywood siano finite le idee?

In tanti anni di cinema forse sì è giunti ad un punto di saturazione, i viaggi nel tempo e gli sbarchi sulla luna, sono stati sfruttati a dovere, e allora meglio la certezza di un film già visto, e dal sicuro seguito, di uno sconosciuto a rischio flop?

Per capirlo a fondo, immaginate di presentarvi davanti a un famoso produttore in veste di sceneggiatori, chiedendo di poter girare un film di fantascienza secondo voi innovativo, con protagonisti in veste inedita: Eddie murphy, Jim Carrey e Adam Sandler , con quale proposito la casa cinematografica accetterà? Sapendo che un “Lo squalo 30 la vendetta”  darebbe ancora lo stesso share e impatto del primo, facendo il pieno al botteghino?

Il rischio è troppo, è chiaro che la movente economica la fa da padrona, una storia nuova è sempre una spesa a fondo perduto, dato che è il pubblico pagante a dare peso e lustro ad una pellicola. E allora forse, prima ancora di lamentarci, dovremmo prendercela con noi stessi e cercare di andare più a fondo, vedere chi, e cosa c’è dietro un titolo apparentemente scialbo. E’ facile trovare sicurezza nel già visto, senza rischiare e andare oltre, magari per paura di buttare soldi per un film non valevole il prezzo del biglietto.

A volte bisognerebbe uscire fuori dal binomio prezzo-valore, siamo talmente abituati alla concorrenza sfrenata, alla scelta migliore possibile, tramite programmi che recensiscono per noi, che ormai lo sbaglio di prendere una  fregatura è vicino allo zero. Ma è veramente quello che si vuole? Quando una cosa è cosi’ soggettiva, svincolata da ogni schema logico, come nel cinema, non vi è mai la certezza del gusto, del piacere assoluto, nemmeno dietro consiglio del più appassionato del genere che garantisca per un film. E allora forse non è il cinema, ma il pubblico ad aver bisogno di nuove idee.

LA PARTITA DI FANTOZZI: 3 INFARTI – 2 ANNEGATI


filini
ARBITRO FILINI 7: Nonostante le 7 diottrie causate dagli occhiali in 3D e l’ assenza dei determinanti arbitri di porta, dirige una partita pulita tenendo sotto controllo la gara senza estrarre cartellini. Inizia male lanciando la monetina nello stagno neanche fosse Fontana di trevi. Subito dopo negli sviiluppi di una palla contesa  specialità :”Ai due rimbalzi”  rimedia un calcio nelle parti basse dichiarato da lui stesso come : ” sulla palla si continua a giocare” . Bravo nel sospendere prontamente la partita quando il pallone inizia leggermente a non rimbalzare sui 50 cm d’ acqua grazie anche all’attenta segnalazione del portiere toscanaccio. Sbaglia più congiuntivi che chiamate  (da rivedere la regola della distanza della barriera

(BATTI LEI)

fantozzi-controfiguraFANTOZZI RAGIONIER UGO MATRICOLA 1001/BIS 4: SI presenta all’ appuntamento sovrappeso piuma. Ha il merito di caricarsi la squadra sulle spalle indossando la fascia da capitano e il fortunato numero 13 . Il carico di responsabilità Si fa subito notare su punizione ciccando il pallone eseguendo un gesto tecnico degno della copertina dell’ album panini.  Soffre e non poco il dualismo  con il Geometra Calboni  con cui condivide il sogno proibito Silvani tanto da farsi scippare un calcio d’ angolo con la complicità del guardalinee della sezione di Campobasso corrotto dal collega geometra . Prova a rifarsi con una galoppata prorompente sulla fascia ma viene stroncato da un accenno di collasso cardiocircolatorio a metà campo. Sotto il diluvio si esalta nelle specialità 4 x 100 rana e tuffi  Prima di abdicare per via della respinta di testa che provoca un trauma craunico con visione a sfondo mistico di San Pietro. Riesce nell’impresa di segnare la prima doppietta al mondo senza esultare. (LA NOSTRA MERDACCIA)

Geometra Calbonicalboni 8: La signorina Silvani  in caso di gol aveva promesso come premio la sua ambita verginità, da vero bomber gentiluomo non delude, pronti via entra subito in partita siglando il gol  da scippatore di borse al mercato di Colledara che vale il vantaggio, esulta in maniera smisuratamente viscerale come Tardelli ai mondiali dell’ 82, cala vistosamente nella ripresa. ( HO FATTO GOL!)

PORTIERE TOSCANACCIOEKDHUHWEYUEYUED 5: Chiamato all’ ultimo minuto  mentre sorseggiava un jack daniel’s in un osteria di Pescasseroli, entra in campo col gomito alto non segnalato da Filini.   Trascorre  la partita ad insultare Fantozzi esordendo con un sarcastico :” il cannoniere “. Nulla può sulle due perle del Ragioniere prima di destro e poi di testa:  Sul primo rimane sorpreso dal rinvio a rientrare di Fantozzi impigliandosi  nella rete per la rabbia , rischia l’ ulcera sul secondo gettando i guanti a terra e  minacciando di non giocare più . Sul  finire della partita sventa una contropiede infame del perito che approfitta dei due rimbalzi molesti dell’ arbitro. Rimedia una ginocchiata con avvitamento di testa stile cacciavite elettrico Bosch. Nel mezzo del nubifragio prova rimontare la porta dell’  ikea sfasciata dalla testata micidiale quanto inspegabile di Filini ma si accorge che le istruzioni sono in finlandese. Suo il  rinvio sulla testa di Fantozzi dopo la parata in 14 tempi. CANCARO)

Mentana, al via la 58^ Sagra dell’uva e del vino

MENTANA -Tutto pronto per la 58^ sagra dell’uva, che si svolgerà sabato 12 e domenica 13 ottobre in piazza Carlo Alberto della Chiesa.


L’EVENTO:

Nella giornata di sabato alle ore 17, dara’ inizio alla festa uno spettacolo con lo stornellatore animatore , in serata, alle 20,30 proseguirà con il gran ballo popolare con le musiche dell’ Orchestra “Band di Alberto Laurenti ed i Rumba”. Ospiti i comici Alessandro Serra e Fabrizio Gaetani.

Domenica 13 ottobre alle ore 10, in piazza Garibaldi, ci sarà l’esposizione delle diverse tipologie di uve prodotte nel territorio, mentre in piazza dalla Chiesa si svolgerà “La vendemmia dei bambini”.  Alle ore 12 avrà luogo la distribuzione gratuita dei ” Maccaroni a Centinara” . Nel pomeriggio, alle ore 15 in via del Fornacione, ci sarà la sfilata dei carri allegorici dei diversi rioni di Mentana.

Per le ore 16,30 è previsto l’arrivo della banda. A seguire la premiazione del miglior carro allegorico e la consegna della targa al vincitore della mostra delle uve. A presentare la cerimonia l’attore Angelo Blasetti.
Alle ore 19:30 si svolgerà la premiazione del torneo dei rioni .
In serata, alle 20 ballo di chiusura con l’orchestra “Italian sound”. A conclusione dell’evento uno spettacolo pirotecnico.

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